Ave Fratelli e Sorelle! SULL'INIZIAZIONE ESOTERICA (Translate me in English) Ave Fratelli e Sorelle, questo è uno dei tre pezzi fondamentali sull'Esoterismo che da qualche tempo avevo in mente, scopo di questo articolo è nello specifico di far comprendere che occuparsi di Esoterismo non equivale a darsi al giardinaggio piuttosto che alla pesca sportiva, bensì significa entrare in una nuova dimensione che occuperà ogni singolo momento della Nostra vita…. Ciò che state per leggere altri non è che la naturale prosecuzione del precedente "Razionalismo vs. Tradizione" del quale mi trovo costretto a richiamare immediatamente un capoverso, infatti, per comprendere il fenomeno dell'iniziazione, è necessario stabilire le differenze fondamentali tra quest'ultimo e ciò che consideriamo un insegnamento nel nostro ambiente culturale, buona lettura. "….Entrambe (scienza e religione) non sono in grado di accettare la conoscenza come qualcosa che venga da dentro di Noi, bensì come qualcosa che debba entrare per forza (o meglio "A" forza) dal di fuori… Fin da quando siamo piccoli riceviamo dai nostri precettori un'educazione da loro ritenuta "importantissima" che servirà ad affollare la nostra mente d'insegnamenti oggettivi che ci saranno sempre estranei ed indigesti, nozioni più o meno utili atte a farci crescere come perfetti animali sociali da inserire nel gregge… Paradossalmente il Razionalismo gioca a mantenerci prigionieri proprio dell'ignoranza (l'ignoranza verso noi stessi, verso ciò che realmente si è) e l'ignoranza genera dipendenza (se il nostro Io si spegne, siamo milioni di pecore bisognose di una guida che ci dica cosa dobbiamo fare) e dalla dipendenza nasce il potere dell'autorità (come detto, pecore guidate da un pastore…)." Bene, è arrivato ora il momento di precisare ancora meglio questo che è un aspetto assolutamente centrale quando si parla d'Esoterismo… L'obiettivo che razionalismo si sforza di conseguire attraverso l'insegnamento (come poc'anzi illustrato…) altro non è che interrompere la "Catena della Conoscenza", strumento necessario per la conservazione della tradizione pura, essendo infatti ogni Esoterista un anello legato al maestro che lo iniziò ed al discepolo che egli stesso inizierà… non passa certo inosservata la similitudine ad esempio con il Druidismo delle popolazioni Celtiche… Il maestro dell'iniziazione quindi, come anche lo sheikh nel mondo islamico o il guru nell'indusimo, non insegnerà, non imporrà la sua dottrina, non ricorrerà a libri di testo da studiare a memoria, capitolo dopo capitolo, "non inculcherà nelle menti degli allievi delle idee predeterminate ed uniformemente accettate, non imporrà loro alcuna verità rivelata, sia essa scientifica o religiosa…" La Tradizione si apprende ed il compito del Maestro sarà di avviare l'aspirante discepolo lungo il cammino personale della propria realizzazione, sarà di risvegliare le sue potenzialità mentali e spirituali, affinché egli stesso possa trovare da sé la giusta via da seguire per giungere alla meta esistenziale. E' curioso notare come manchi una figura simile nel Cattolicesimo Apostolico Romano anzi, con un minimo di curiosità è possibile notare quanto spesso sia possibile osservare nelle decorazioni di determinati edifici sacri, antichi e moderni, Cristiani ma anche Islamici, la presenza di catene che formano fregi o addobbi nelle mura o nei dipinti, semplici motivi ornamentali che sembrano simboleggiare il miracolo di prigionieri che videro sciogliersi le loro catene pregando il santo patrono o la Vergine Maria, cui a volte donano l'oggetto del prodigio… Ebbene Fratelli, le catene spezzate che appaiono in molte Chiese Cristiane, (probabilmente anche nella vostra parrocchia… se solo ci andaste + spesso hehe…) altro non sono che il simbolo dell'abbandono del sapere Tradizionale, rappresentano la rottura della "Catena della Conoscenza" e l'imposizione del dogmatismo religioso, questo al fine di mantenere i fedeli sottomessi e obbedienti ai dogmi, il cristianesimo sin dal principio voleva dei sudditi pecore…. Prima di questa piccola digressione sul Cristianesimo dicevo di come ogni scuola esoterica utilizzi metodi diversi per l'iniziazione, ma il fine cui tende è sempre la + profonda libertà dell'individuo… Il Koàn, ad esempio, è un gioco irrazionale e apparentemente assurdo di domande e risposte tra maestro e discepolo dell'esoterismo orientale asiatico e corrisponde ai racconti assurdi, ma ugualmente stimolanti per la coscienza, del sufismo islamico. Alcuni di questi racconti mistici furono così celebri che da giungere fino in Occidente e da diventare piuttosto popolari, benché il più delle volte chi li ascoltasse non fosse in grado di captare il loro + profondo significato, ma d'altronde non è così anche per le favole, il mito, il gioco? Difficilmente l'iniziazione avviene con gli stessi metodi, anzi… ma lo scopo ultimo rimane sempre l'apertura delle porte della percezione… L'uomo percepisce sin dalla nascita e durante tutta la propria esistenza, una mole impressionante di stimoli, stimoli che i nostri sensi deformano e che la nostra mente male interpreta a causa di un errato processo mentale in gran parte indotto dall'educazione ricevuta e dal sentire comune, dal far parte di una società complessa… Scopo dell'iniziazione è quello dunque di ridurre al minimo, o meglio ancora annullare l'azione dei sensi nella percezione quotidiana per raggiungere l'apertura della coscienza… Certamente l'iniziazione ordalica dei popoli in stato di coscienza magica, di quei popoli che noi, dall'alto della nostra prospettiva illuminata dall'intelligenza e dalla tecnologia, definiremo selvaggi e primitivi, era in grado di aprire le porte della percezione. Ma dominare i sensi per raggiungere uno stato superiore di coscienza non è cosa per nulla facile, tant'è che acquista un'importanza decisiva il dolore… Ricordate cosa scrissi sul come Odino ottenne le Rune? "Egli s'appese all'albero del mondo Yggdrasil, dove rimase per nove giorni e nove notti, in sacrificio a se stesso, non soddisfatto si inflisse un'altra ferita con una lancia… ebbene, fu patendo tali sofferenze che Odino attraverso un rituale sciamanico, o meglio ancora Iniziatico, lasciò la sua mente vagare alla ricerca di nuovi orizzonti e fu così che vide e raccolse le Rune (aventi poteri magico/divinatori) da terra, appropriandosene…" A tal proposito vi invito a leggere nell'ultimo numero di Grind Zone l'articolo di Fabban e HeadHunter. Anche tra i pellerossa Sioux, in occasione dell'elezione dei capi, si svolgeva un crudele rito che dietro l'incredibile ferocia, crudeltà e dolore celava in realtà un cerimoniale esoterico/iniziatico destinato a far raggiungere all'individuo uno stato superiore di coscienza. All'aspirante capo venivano infilzati i pettorali con dei bastoncini, attraverso i quali egli veniva poi sollevato!!! Cerimonie simili, furono a lungo diffusissime e comuni tra sacerdoti e sciamani di tutti i continenti (tant'è che anche nel tanto acclamato Buddismo Zen il discepolo viene sottoposto dal Maestro a "punizioni" corporali… ma possiamo pensare anche ad alcune pratiche del giorno d'oggi che richiamano tali influssi ancestrali, come il camminare sui carboni ardenti…), a testimoniarci come quelle iniziazioni fossero destinate a propiziare autentiche esperienze mistiche, che potevano porre l'adepto in condizioni di percepire una realtà trascendente alla quale risultava impossibile accedere nelle normali condizioni di vita quotidiana. Accedere a questa percezione significava porre l'individuo che viveva in quel particolare stato di coscienza in condizione di governare lucidamente e dirigere nel migliore dei modi i destini della collettività che si sarebbe posta sotto la sua custodia. Grazie a questa prova, infatti, il futuro capo o lo sciamano si convertivano in martiri, e cioè, etimologicamente parlando, in "Testimoni" di qualcosa che era per gli altri irraggiungibile. Interessantissimo è porre in relazione questo aspetto all'odiato Cristianesimo, basti pensare all'importanza data a tutti quei martiri che subirono torture (nella storia d'ogni + piccolo paesello d'Italia penso ce né sia almeno uno…), vere o presunte, o che si sottoponevano volontariamente a prove assurde, col mero fine di essere riconosciuto come maestri di una nuova superiore fede… mi pare chiaro l'influsso che tale operazione aveva sull'inconscio della popolazione, essi si presentavano come dei veri capi/martiri, gli unici degni di governare sulle loro anime… e la crocifissione del Cristo, come vedremo, ne rappresenterà l'apice… Il dolore non era l'unico tramite verso l'esistenza superiore, come abbiamo già visto in relazione alle differenti culture esistevano metodi per arrivare all'iniziazione come la Koàn già nominata…. Così un altro aspetto da sottolineare è quello degli alterati stati della percezione prodotti dall'ingestione di sostanze allucinogene che ponevano il soggetto in condizioni di percepire un aspetto della realtà più profondo rispetto a quello che era possibile raggiungere attraverso il normale uso degli organi di senso. Questo è forse l'aspetto che + ritroviamo in alcuni comportamenti d'uso comune al giorno d'oggi, penso all'uso delle droghe, alla musica tambureggiante delle discoteche, ai rave parties, vedo il tutto come un richiamo ancestrale, come un'innaturale tensione della massa verso ciò che è destinato agli eletti… forse tutti erano degni di essere accettati come adepti dagli Sciamani? …o forse chiunque può entrare a far parte di una setta Esoterica? …o ancora, riprendendo il discorso precedente, tutti sono destinati ad essere dei Capi? Ecco allora che le greggi di pecore vengono sfruttate dal sistema incanalando la loro frustrazione in maniera tale da averne un ricavo economico… Un ultimo appunto, anche le ormai celeberrime onde tetha degli Aborym rientrano in questo discorso, è triste vedere quanti personaggi (pieni di se quanto della propria ignoranza…) usino sbeffeggiare per questo la band Romana, senza aver minimamente capito il messaggio + profondo… (gli Aborym potranno piacere o non piacere, ma non fanno mai le cose a cazzo…) esattamente come non mi stupisce leggere delle decine d'e-mails che raggiungono Fàbban, dove viene a lui chiesto come tali onde funzionino… Solo gli eletti sapranno trarne il maggior frutto, gli altri lasciamoli alla loro disillusione ed alle loro domande… può darsi che un giorno saranno pronti (e mi auguro per loro che sappiano attendere…), come + probabilmente può darsi che non lo saranno mai… Ciò che qui mi preme rimarcare è come da un punto di vista concettuale non vi sia alcun dualismo tra l'essere True Blacksters e l'utilizzare suoni elettronici nella propria musica, anzi, probabilmente è necessario che ciò accada… Una cerimonia fondamentale e significativa, che possiamo ritrovare in tutte le iniziazioni avvenute dalla preistoria alle società segrete del secolo scorso, è quella che colloca il neofita nella trance simbolica della sua morte dalla quale resusciterà a nuova vita come adepto. La cerimonia si svolgeva generalmente in forma simbolica, ma non mancano testimonianze che confermano come, in più di un'occasione, essa si trasformasse in una prova di martirio, d'autentica sofferenza, che poteva portare il neofita alle soglie della morte. In alcune caverne nelle vicinanze di Lourdes, nella zona di Lascaux, si scoprì, quasi per caso, un "idolo" al quale si poteva accedere dopo aver attraversato sott'acqua un lungo tunnel che metteva in comunicazione due parti di un lago sotterraneo. Il passaggio da un luogo all'altro doveva essere necessariamente un rito d'iniziazione e confermerebbe quella trance di morte fittizia che faceva parte del rituale… Nel contesto esoterico tradizionale si stabilisce una rottura abissale tra ciò che definiamo la vita quotidiana e l'esistenza superiore cui si accede dopo le prime fasi dell'iniziazione. Questa seconda esistenza è accessibile solamente se si rompe completamente con tutto ciò che lega l'adepto a quanto vissuto anteriormente, incluso il proprio nome, che deve essere cambiato all'inizio della nuova vita scelta. Ricordo che, in questo senso, anche in determinati ordini cattolici succede esattamente la stessa cosa, reminiscenza di rituali d'iniziazione che la Chiesa non ha mai voluto riconoscere ufficialmente come fasi antecedenti ai propri riti, mentre sotto gli occhi di tutti è lo sciacallaggio continuo perpetrato dalla stessa su tutta la tradizione esoterico/pagana, come ho + volte avuto modo di farvi notare nei vari numeri della newsletter… All'inizio della nuova vita il neofita è come un bambino che deve apprendere nuovamente le prospettive del mondo, completamente mutate, egli deve completarsi come nuovo essere (…e di questo mi occuperò nel prossimo pezzo della triade sull'esoterismo). Questa è anche la chiave per interpretare il simbolismo di tutta una serie di miti Pagani e Cristiani, come di libri esoterici, ad esempio delle "Nozze Chimiche" dei Rosacroce, il cui motto è altamente esplicativo: Ex Deo nascimur, in Jesu morimur, per Spiritum Sanctum reviviscimus. Mentre gli Gnostici racchiudevano lo stesso significato nel primo dei loro "nomi segreti" di Dio: IAO, così come gli Egizi-Alessandrini adombravano il procedimento nella leggenda della morte e resurrezione d'Osiride, i pagani ne trasmisero l'essenza attraverso il mito di Prometeo, gli asiatici in quello del dio Mitra ed i Cristiani (travisandone il significato) nella vita del Cristo… Trattasi di una vera e propria formula di "morte e resurrezione"… Iniziando una pratica meditativa si prova un tranquillo piacere, un confortante senso di crescita interiore; le pratiche appaiono semplici, si è lietissimi di aver cominciato: Ex Deo nascimur (questa frase è rappresentata dalla lettera "I", che sta per Iside, bianca dea della Natura e della vita nascente), Gesù sta predicando… La fase è l'Albedo. Presto o tardi, segue una tremenda depressione: la Notte Nera dell'Anima, una stanchezza infinita, gli atti più semplici sembrano divenire impossibili,e questa impotenza riempie di scoramento. E' l'angoscia espressa dal grido di Cristo sulla Croce: "Mio Dio, perché mi hai abbandonato?" L'intensità di tale disperazione è tanta che difficilmente può essere comunicata a chi non ne abbia fatto esperienza. Durante questa fase In Jesu morimur (la lettera "A" che la rappresenta sta per Apophis il Distruttore, strumento della morte d'Osiride). Siamo in Nigredo… Chi riesce a scavalcare l'abisso, sperimenta la resurrezione. Vede nascere in sé, come una rosea aurora, è una condizione del tutto nuova e superiore, resa possibile soltanto dal processo della transizione attraverso l'esperienza della morte: Per Spiritum Sanctum reviviscimus (la "O" è l'iniziale di Osiride il Redentore, che risorge: si completa così la Triade gnostica IAO).E' la Rubedo. Gli alchimisti insegnavano la medesima verità, la "materia prima" dell'Opera, dicevano, è volgare e grezza, anche se "naturale". Da essa, dopo il passaggio attraverso varie fasi, sorgeva "il drago nero", o "l'etiope", che dovevano essere uccisi. Successivamente, passando ancora per altre fasi, si produceva l'oro purissimo e perfetto. Il tutto era segnato da tre colori: il bianco (albedo); il nero (nigredo) ed il rosso (rubedo). Il rischio insito in ogni pratica iniziatica, sta nel necessario passaggio attraverso uno stato di "morte" spirituale, poiché la "resurrezione" è tutt'altro che garantita, guai, a chi "vedrà Venere senza veli…" Quanto al Cristianesimo non ci vuole molto a capire che il grande miracolo al quale tanto fieramente fanno riferimento, la resurrezione del Cristo, altro non è che la riproposizione di antichi riti e conoscenze, un autentico plagio, equivalente al mettere le penne sulla testa del capo Sioux, il messaggio di liberazione individuale proprio in generale dell'esoterismo, perde qui ogni significato in favore dell'accentuazione in maniera esponenziale dell'identità Cristo=Guida=Capo trasformandolo in strumento di soggiogazione delle masse attraverso cui tutti (i deboli=devoti) debbono sottostare… Per chiudere voglio mostrarvi ancor di + l'importanza del simbolo come strumento della preservazione e del tramandarsi della Tradizione, basti constatare quanto esso possa essere riconosciuto con incredibile frequenza nel mito, nella favola e nel gioco… Pensiamo alla "Leggenda del sacro Graal", il quale altro non simboleggia che la ricerca della conoscenza superiore, esattamente come "Il Gioco dell'Oca" che insegna come passo dopo passo, sorpassando incredibili difficoltà si arrivi alla meta, alla verità… aspetto questo che è stato ripreso dai pellegrinaggi, che ricordo essere durante il Medioevo un'autentica avventura, tra selve oscure, guerre, ladri e saccheggiatori etc. Un ultima provocazione, non vi sembra ci sia un parallelismo tra quanto detto finora ed i films (specie Americani) che il popolo va a vedere affollando le sale? Guardateli attentamente, c'è sempre l'eroe "in pectore" che vive la sua vita normale, poi arriva una tragedia a sconvolgere la sua tranquillità quotidiana, quindi un periodo di profondo sconforto che il Nostro riuscirà a sorpassare solo andando a cercare in se, nel proprio dolore, le forze per rinascere… ed ovviamente fatto questo egli trionferà… il successo del film è scontato, perché questa formula altro non è, a mio modo di vedere, che un richiamo ancestrale, con tanto di identificazione personaggio=eroe=capo… tant'è che poi gli attori vengono idolatrati… Vi ho già fatto l'esempio del mito, citando Odino, Prometeo, Iside ed Osiride… vi ho detto la mia sul cinema ora x chiudere vi cito una favola… "La bella addormentata nel bosco", non assomiglia forse a quella coscienza tradizionale di cui tanto vi ho parlato, a tutto quel cumulo di conoscenze che l'umanità si tramanda dagli albori e che fa parte di Noi, o meglio vive in Noi, dormendo tranquilla nell'attesa di essere risvegliata? Lord Ravendark Commenta l'articolo nel Forum |