Sui popoli di Seattle...

Ave Fratelli e Sorelle!



SUI POPOLI DI SEATTLE
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Tutti noi siamo ben consci delle grandi opportunità che un mezzo quale internet da allo prosperare delle più varie minoranze di pensiero, un mondo virtuale che abbatte le barriere dello spazio, dando modo a persone dalle diverse provenienze geografiche di incontrarsi, confrontarsi e coordinarsi quotidianamente su determinati interessi, sentimenti, ideali, valori comuni…
Uno mondo perfetto, una sorta di riserva culturale nellla quale potersi rinchiudere e sfuggire così il mondo reale, ecco la trappola che "Italian Black Metal Division" vuole evitare ed ecco la trappola nella quale sono caduti i seguaci antiglobalizzazione, i cosiddetti popoli di Seattle…
Io spero che molti di voi abbiano avuto la possibilità di frequentare alcuni siti e mailing list davvero spassosi che i gruppuscoli No-Global Italiani hanno aperto in vista del G8 a Genova…
Luoghi, questi, di convergenza ma anche di pesanti sfide virtuali su problemi del tutto irrisori… la gran parte del dibattito sviluppato in Rete, poi rilanciato in maniera anche alterata sui giornali e sulla tv, non è stato incentrato su temi come la riduzione del debito, su quali legislazioni adottare per difendere l'ambiente dall'assalto delle multinazionali etc, ma sulle modalità da adottare per portare il dissenso… si può immaginare di discutere unicamente per oltre quattro mesi sul dovere morale o sull'opportunità di varcare o avvicinarsi alla linea rossa che caratterizza l'area presidiata di Genova?
Le debolezze intrinseche nell'intero movimento sono d'altronde sotto gli occhi di tutti, non solo la totale incapacità di trovare una leadership unica, ma neanche dei concetti universali unitari, che possano essere rilanciati sui mass media, imponendo la propria visione del mondo come della protesta…
Quando sui media si parla di G8 e dei movimenti antiglobalizzazione infatti, gli argomenti del dissenso non sono imposti dal "popolo di Seattle", ma dai governi e dai mass media stessi che, ovviamente, essendo imprese commerciali, cercano audience e non necessariamente contenuti.
Il manifesto del Gsf (Gruppo Social Forum, una sorta di embrione di coordinamento che in realtà non ha il benché minimo potere di influenza sui vari gruppi, anzi…) non è mai stato pubblicato sui giornali principali, neppure in stralci, né sono emerse forti proposte concrete per quella che è chiamata la "globalizzazione dei diritti".
La linea rossa, la violenza, questo sembra essere l'unico interesse e obbiettivo del popolo di Seattle, ed è lì che stanno morendo e probabilmente moriranno la prossima settimana in un eroico suicidio mediatico…
L'eccessiva suddivisione in gruppi e gruppuscoli in perenne contrasto tra loro stessi (per non dire guerra…) al fine di difendere quello che è uno dei capisaldi del capitalismo e cioé il proprio logo, il proprio marchio di fabbrica è l'altro elemento base della loro prossima sconfitta…
Prendiamo le famigerate "tute bianche" e i centri sociali che vi girano intorno, inizialmente avevano compiuto un passo così forte da sembrare quasi irreale... avevano, infatti, aderito al manifesto del Gsf che prevedeva una protesta non violenta, senza passamontagna, né scudi, né armamentario vario… senza, x farla breve, i loro simboli e il loro logo di riconoscimento, e, cosa da non trascurare, con la necessità di prendersi la responsabilità diretta delle proprie azioni (finalmente…).
Questa scelta innovativa, forse perché non presentata con modalità adeguate a garantire la credibilità del gesto, è passata inosservata ai media nazionali, i quali dal lato loro ottengono maggior audience esasperando la parte violenta del movimento stesso…
Dopo due mesi di acceso dibattito interno, alla prima occasione alla quale potessero afferrarsi (il governo dichiara ufficiosamente che manderà reparti dell'esercito a Genova, ndr.), le tute bianche, il 26 maggio 2001, escono alla ribalta con una conferenza stampa durante la quale affermano di uscire dal Gsf e di dissotterrare l'ascia di guerra...
In questo modo è stata finalmente riacquistata visibilità mediatica (guarda guarda, proprio ciò che i media volevano, "parleremo di voi solo se propugnerete la violenza…"), per tutto il periodo precedente e contemporaneo al meeting di Genova, è stata garantita la sopravvivenza del loro logo.
Ma, al tempo stesso, si è stata uccisa la coalizione tra i vari movimenti antiglobalizzazione, sempre più chiusi in un dibattito interno di scarso livello incentrato sulla risposta da dare a chi accusa i membri del Gsf, i popoli di Seattie, di non essere pacifisti.
Riassumendo, schiavi del proprio logo e quindi di se stessi come dei mass media, preda di conflitti interni culturalmente di basso livello, involontariamente al soldo delle multinazionali che tanto odiano finché faranno uso della violenza che li etichetterà unicamente come teppistelli… sono, dal punto di vista strategico, dei pezzenti… oltre che con le spalle al muro, infatti la necessità da parte del governo della creazione della linea rossa che caratterizza l'area presidiata di Genova, ha due finalità, se non ci saranno incidenti avranno modo di tenere lontane le dimostrazioni popolari dai luoghi del summit, così che sembrerà dalle immagini che scorreranno in televisione, che questa grande protesta in effetti non vi sia stata… se invece la linea rossa verrà violata con la forza dai popoli si Seattle, avranno gioco facile (complice la stampa) a mostrare come altro non si sia trattato della classica violenza teppista dei centri sociali, che a fine giornata si ritroveranno sempre e comunque sconfitti…

C'è poi un altro fattore che non è stato posto particolarmente in risalto dai mass media, occupati come sono a dare un'immagine violenta della protesta, si tratta del fatto che il 50% almeno della protesta No-Global in Italia è costituita da movimenti Cattolici, dai boyscout ai missionari… Movimenti questi, spaesati dall'impronta classica della protesta violenta impressa dai centri sociali da un lato e dalla totale mancanza di direttive chiare dal mondo episcopale dall'altro, il cui unico interesse è quello di mostrarsi al passo coi tempi, interessati ai diritti dei + deboli e cazzate simili…
Il Papa stesso si è fatto da tempo portavoce della remissione dei debiti dei paesi + poveri, ma sapete qual'era l'idea Vaticana?
Loro chiedevano che le somme di denaro che i governi Africani avrebbero dovuto risparmiare evitando di pagare i loro debiti ai Paesi economicamente + progrediti, venissero girate alla chiesa che si sarebbe occupata di reinvestirli in progetti di utilità sociale…
Ma guarda un po', la chiesa che si offre di gestire flussi di migliaia di miliardi… proprio dei bravi cristiani…


Lord Ravendark
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IL COMPLESSO DI EROSTRATO
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Molto tempo fa in piena Magna Grecia in quel di Atene , per le strade passeggiava un anziano di nome Erostrato che si lambiccava il cervello per trovare il metodo ideale per rimanere impresso nella mente dei suoi concittadini dopo la sua morte . Non era l'immortalità della sua anima quella che cercava ma suo pensiero primario era concepire una pratica che lo rendesse un mito o per lo meno una persona indimenticabile .Fu così che gli balenò la geniale idea di dare fuoco al sacro tempio di Atena . Non aspettò per mettere in pratica la sua scommessa e una volta appiccato l'incendio ,corse fuori tra la folla che fuggiva presa dal panico gridando a squarciagola :"Dite a tutti che colui che ha incendiato il tempio di Atena è stato Erostrato ! Ricordatelo tutti , Erostrato !!" Il vecchiardo non fu condannato a morte ma alla gente di Atene fu impedito di nominare il suo nome per le strade della città ,pena la galera . Fu così che ancora oggi qualcuno si ricorda di Erostrato , grazie vecchio ora sappiamo chi sei , bravo ci sei riuscito ….
Ma oggi quante persone soffrono del complesso di Erostrato ? Direi che tutti noi ,chi più chi meno ,siamo affetti da questo contagioso morbo ,sono davvero pochi gli uomini di qualsivoglia religione o casta di appartenenza che non si sforzano di pensare ,almeno una volta nella vita , a come fare per erigere nei loro simili il ricordo della loro persona per l'eternità . Naturalmente c'è chi vuole raggiungere la fama agendo sull'aspetto positivo e benevolo della morale di ogni popolo , chi invece lavora su quello negativo e ne fa una ragione di vita . E chi come me si sforza per tracciare perfettamente al centro di ogni morale il proprio sentiero di virtù . Non cadete dell'errore di considerarmi un virtuoso ,primo perché sono certo che non lo state facendo e neanche lo avete mai pensato , secondo perché sentirmi dire che sono onesto ,esemplare e virtuoso mi recherebbe fastidio in quanto avrei la certezza di non esserlo mai stato da quel preciso ed inconfutabile istante in cui mi si viene appellato come tale . La vera virtù non sa di se stessa !
Come fare dunque per rendere indelebile il proprio ricordo ? Difficile da dire e da fare , ancor più complicato è programmarlo . Non mi verrete incontro consigliandomi di bruciare una chiesa ? Ah ,purtroppo di per sé non reputo il gesto nobile e poi sono stato già anticipato da eloquenti professori protestanti circa 500 anni addietro e da allegri birbanti norvegesi qualche anno fa.
Certo ,per quel che la chiesa ha fatto ,per tutti i crimini commessi e confessi qualcosa gli si potrebbe distruggere , un monumento secolare , ma oggi quel che conta ,almeno per me ,è la libertà e bruciare un monumento ecclesiastico non è un atto di libertà .
Così come non lo è danneggiare la roba d'altri ,salvo situazioni in cui si decide di non voltare l'altra guancia e rispondere alla minaccia di distruzione della propria libertà agendo con ferocia e spirito di vendetta . Ma è possibile affermarsi senza lambire la libertà di qualcuno ? Rifletteteci e la risposta sarà NO . Ogni nostro passo ruba spazio a qualcuno che ci è di fronte , ogni nostro respiro ruba l'ossigeno al nostro dirimpettaio , ogni nostra parola copre il pensiero del nostro prossimo . Ora tutto sta a fregarsene degli altri e di conseguenza issare al cielo l'egoismo , inalberare ogni anelito altruista e perseguire solo ciò che vogliamo . Signori , è l'egoismo il motore che ci permette di proseguire verso le mete autoimposte e quel che rode e punge la coscienza è quel vociare insistente che vuole per forza fare dell'ascolto del prossimo il verbo da imparare ed iniettare di padre in figlio . Dite la verità su , confessatevi , non vi infastidisce cedere qualcosa di vostro ad un altro ? Non siate ipocriti ,a me da molto fastidio ,specie se so che non verrò ricompensato e non ditemi che ho torto . Non c'è nessun prossimo da rispettare se si vuol intraprendere la via della gloria ,ogni azione altruista ,ogni beneficio seppur minimo reca nell'animo umano un senso di imponenza due volte superiore ed ogni opera pia ne apporta il triplo .Nulla vien fatto senza un vantaggio morale ,che deve essere poi riconosciuto pubblicamente ,ed un vantaggio materiale che viene celato nell'intimo .E qui viene l'ennesimo paradosso alla stregua dell'ennesimo pilastro che sostiene le nostre vite : sii egoista rispettando il prossimo tuo come te stesso . A mio avviso è qui la giusta via , il sentiero tracciato nel mezzo .
Per cui il vedere oggi personaggi dello spettacolo decantati come dei , migliaia di adepti di Erostrato che circolano per le strade , che si fanno onore di ogni plauso ,senza sapere che vale più un plauso all'avorio che cento alla feccia . Che compassione mi fanno i cantanti , gli attori di fiction , le ballerine e tutti i reietti che entrano senza permesso nelle case di tutti noi tramite la tv e …ci offendono ! Facendosi portavoci di melma ancor più bassa , decantando menzogne , rendendosi belli , esaltando l'uguaglianza tra popoli ,un'uguaglianza che non potrà mai esserci ,che non potrà attuarsi mai se non dopo la fine di tutto e di ogni cosa si legata agli esseri umani e che molti falsamente inneggiano e poveri loro partecipi di un complotto a loro sconosciuto .Ogni applauso equivale ad una presa in giro , a tutte le ochette che starnazzano tra galletti spennacchiati spogliati di orgoglio ,mercenari della loro immagine ,maratoneti eterni alla ricerca di un traguardo infangato dal denaro ,dal potere e dalla vergogna . Che ridere signori ! Quando vedete comparirli all'orizzonte dello schermo ,tronfi di viltà ,gonfi di insensatezza , traboccanti arroganza sappiate che sono delle vittime ,più vittime dello spettatore ,loro così convinti di aver raggiunto il consenso divino ,l'immortalità ,l'immunità morale non sono altro che merce da dare in pasto al branco . Ed allora mi tocca perdonarli e non posso fare altro che convincervi a non prenderli per esempio ,loro Erostrato non sanno nemmeno chi sia ,voi ora lo sapete ed il resto è conseguenza . Qualcuno di voi obietterà accusandomi di dare giudizi affrettati , che nessuno su questa terra può giudicare , beh amici cari ,io giudico ,non mi importa niente se non è giusto , cogito ergo sum ,anzi….iudico ergo sum !
Ma naturalmente non tutto è da buttare , c'è ancora qualcuno che si muove con destrezza , si guarda introno e sa guardarsi dentro , cerca di allontanarsi e di distinguersi dalla melma e con poche mosse e qualche colpo secco fanno sì che il braccio della bilancia qualche volta oscilli verso il lato giusto e corretto delle cose . Ci vorrebbe una mentalità geniale , magari di qualche grande personaggio del passato , un Cicerone o un Socrate ,un Dante o un Leonardo per comprendere dalla voce di queste celebri menti iper-intelligenti su che tipo di dimensione stiamo vivendo . Così come un personaggio attuale potrebbe tornare indietro nel tempo e risolvere molte questioni alla luce dell'esperienza del suo contesto .Già il contesto , io appartengo al contesto e per quanto mi sforzi di uscirmene e distaccarmi ne rimango inevitabilmente attaccato ,e la maggior parte dei pensieri che faccio sono dovuti al mio esser parte di un contesto ,di un meta-contesto o di uno slittamento di contesto .
Per cui quanto può valere la critica di qualcuno che assorbe energia da ciò che critica ? E' o non è un paradosso criticare ciò di cui si fa parte e quindi ciò che ci ha formato ed inevitabilmente cadere in una auto critica ? Ferisco il contesto pugnalando me stesso .
Ed allora anche io sono merce di scambio ,anche io detengo tracce del complesso di Erostrato ma mi sforzo di fare qualcosa di corretto ,ma nello stesso tempo sono conscio del fatto che diventare "eterno" è facile ,basta distruggere ,basta fare una grande stupidaggine , basta imporsi con le fesserie ed elevare alla massima potenza la parte più spregevole dell'umanità , riflettere i pensieri corrotti ed elementari della gente , assumere dai punti deboli della massa la propria energia e di conseguenza essere inquadrato come un nuovo Erostrato . Ma detto tra noi… attualmente c'è qualcuno che ha tutte le carte in regola per resistere al tempo alla pari delle grandi personalità del passato ? La mia impressione è di essere già circondato da cumuli di polvere .


LORD GLACIAL
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RIFLESSIONI SULLA NASCITA DEL MATRIARCATO E DEVIRILIZZAZIONE DELL' OCCIDENTE
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La presente analisi, prendendo le mosse dalla iscrizione incisa sulla statua di Neith\ Isis a Sais, si basa principalmente sulle informazioni concernenti l'istituzione matriarcale contenuta nei seguenti testi:
PLUTARCO- De Iside et Osiride (Adelphi, 1985)
J. EVOLA- Rivolta Contro il Mondo Moderno (Mediterranee, 1998)
E. SCHURE'- I Grandi Iniziati (Newton)

Io sono tutto ciò che e' stato, che e' e che sarà,
           e nessun mortale mai sollevo' il mio peplo


Questa iscrizione, notissima ad ogni "cercatore" che si rispetti, era originariamente incisa su una statua della dea Neith (più tardi identificata con Isis) che Plutarco (De Is. Et Osir., c.9 354 c) colloca in quel di Sais, Egitto, identificandola lui stesso sulla scorta di Erodoto (II, 59) con la ellenica Athena. Fine della presente analisi e' mostrare la singolare rilevanza ideologica ergo pratica che tale iscrizione assume in un contesto, quale quello mediterraneo della decadenza, di totale stravolgimento spirituale in senso matriarcale, stravolgimento che ha spianato la strada a tutte quelle forme di castrazione spirituale che hanno segnato il progresso del mondo occidentale verso il baratro della modernità. Analizzeremo pezzo per pezzo, parola per parola, la sententia in questione, la quale probabilmente rappresenta meglio di qualsiasi simbolismo il declino e la degenerazione spirituali della virilitas Occidentale.

L'iscrizione principia con un granitico: Io sono… due parole che tolgono il respiro. Gia' qui si comprende la durezza, la severità, la lontananza; la Dea vuol essere esplicita, sin dall'inizio, non lasciare adito a dubbi di sorta. Il parallelo con l'ebraico JHWH (= Io Sono [Colui che E']), quel terribile ergo meraviglioso, asfissiante, oserei dire, Tetragramma, viene spontaneo alla mente. Mi pare di cogliere, se mi e' consentito esprimere una ipotesi forse un po' azzardata, ma non per questo meno affascinante, una FEMINILIZZAZIONE delle caratteristiche intrinseche del Dio di Israele, in questa sententia, e in particolare di quel lato oscuro, fumoso, di JHWH consistente nella ("Non avrai altro Dio all'infuori di Me, perché Io, JHWH, sono un Dio geloso"): la gelosia, dunque, nell'accezione negativa del termine, come esclusione a priori di qualsiasi possibilità dialettica, come impedimento all'apertura, al confronto, allo scambio; la gelosia come cappa che genera una stretta ai polmoni, peculiarità degli Spiriti feminili più possessivi.
L'ipotesi potrà sembrare alquanto audace ma non dimentichiamo ciò che e' scritto nel Libro dell'Esodo nonché le numerose testimonianze storiche circa la schiavitù ebraica in Egitto, in virtù della quale possiamo ben ipotizzare contatti diretti fra i due popoli, e di conseguenza marcate contaminazioni a livello spirituale.
Ma contatti o meno con il popolo d'Israele, quel che in questa sede ci preme sottolineare e' che la statua della Dea di Sais e l'iscrizione in esame rappresentano già, per dirla con Evola, una profonda devirilizzazione spirituale di una stirpe ormai volta fatalmente al declino in senso matriarcale.
La Dea, infatti, non si limita al "biblico" Io Sono, bensì va oltre, specificando: Io sono tutto.
Emerge l'idea della Madre - Bacino del "Tutto cosmico", un indefinito "Tutto" fecondato DALLA Madre e che NELLA Madre trova il suo sostentamento. Sorge spontaneo il quesito: e il Padre? Il Principio Virile, Solare, Immutabile- l'Osiride primordiale? E' morto. Secondo il mito fatto a pezzi da Seth (emersione delle forze tifoniche, ciclo dei Titani), ma ricomposto da Isis => ovvero la Dea di Sais.
Dunque e' l'imporsi della figura della Madre - Sorella - Etera che restituisce la Vita al Dio. Questo punto e' essenziale per comprendere il capovolgimento radicale della Spiritualità primordiale egizia, nella fattispecie, ed occidentale in genere: Osiride e' morto e ricondotto alla Vita da Isis, dal Principio Feminile. Ma c'è il contrappasso: la Dea riporta alla Vita Osiride, ma questi e' ormai relegato alla sfera notturna: ossia Osiride diventa un Dio lunare (ricordiamo le parole che Eliphas Lévi pone sulle labbra dei sacerdoti delle Piramidi al Rito della Morte e Rinascita dell'Iniziato: Osiride e' un Dio Nero! => feminilizzazione del Rito?), legato al culto dei Morti (in senso infero) e dipendente in tutto e per tutto dalla Dea, la quale diviene il "Tutto" nei tre tempi: il ciò che e' stato, che e' e che sarà unificati dalla concezione ebraica più pura ed originaria nella marmorea sententia scolpita nel Nome di Dio, che esplica in maniera impressionante eppur veramente magnifica una concezione di Essere fisso, immutabile, nel quale sono diluiti i tre tempi apparenti del Divenire (apparenza splendidamente resa dal fiume del Siddharta di Hesse), e che la Dea torna invece a separare. Soggezione alla Ciclicità, al Divenire, alla caducità del materiale inteso nel senso più basso e ctonio. Riaffiorano alla superficie ammantate di una bruna caligine immagini di Parche e di Norne, il concetto di un Destino di cui l'Uomo non e' più Artifex ma al quale e' invece subiectus, di una corrente che scorre inesorabile e tutto e tutti travolge; riemergono i legami tra culti ctoni, lunari e "immersione" nell'oceano del Divenire e di quegli Insegnamenti che, velati, laddove non stravolti, poterono a ragione essere da allora definiti occulti. E' il particolare inquietante del peplo, il famoso Velo di Sais dalle molteplici sfaccettature di significato e suscettibile di infinite speculazioni interpretative: allusione alla verginità della Dea (verginità come purezza, l'assurda, antivitale concezione della Madre vergine che ritroviamo anche nel mistero mariano e che sta simbolicamente ad indicare il grande arcano di una Madre fecondatrice non fecondata => il Principio Virile e' qui accantonato anche nel suo carattere precipuo di fecondatore! E' solo la Madre che da' la Vita!!), che ha indubbiamente legami con ciò che e' dietro il peplo e che e' e resta intoccabile, irraggiungibile, inconoscibile, in una parola: occulto. Trasformazione della Tradizione in occultismo, ctonizzazione della Luce urànica. Il "fiore, rosa mistica di sapienza" che "nessun mortale" potrà mai cogliere, concetto fatto proprio dallo Schurè (I Grandi Iniziati, interessante testo velato di inconsapevole - spero - mistificazione interamente votato alla giustificazione della Storia dell'Esoterismo in funzione della venuta del Cristo, visto in un certo senso come l'ultimo grande avatar) laddove immagina la Morte e Resurrezione dell'iniziato, il quale risorge perché vede una Luce che e' la Dea, "avvolta nella spirale di un diafano velo", e non certo Osiride! E' come se il concetto di nato due volte (-dvija-, che non a caso e' sinonimo di -arya-, "Signore") subisse una vera e propria traslazione su un piano in cui la Nuova Vita e' conferita non più dal Dio, bensì dalla Dea (il "calice"). E' Iside che veglia sul coperchio del sarcofago di Ramsete III (Muséè du Louvre, Paris) innalzandolo allo status di IMMORTALE, non Osiride. Non abbiamo più l'Uno, ma il Due, la Coppia, e nell'ambito della stessa il Principio Solare e' devirilizzato e subiectus alla Dea. E se da una parte abbiamo sempre una Tradizione esoterica, da iniziato ad iniziato, dall'altra dobbiamo pero' riconoscere l'induzione all'inganno e la vacuità di QUESTA tradizione (la minuscola e' d'obbligo) in quanto rispondente a caratteristiche occulte, infere, ctonie, lunari, cicliche sorte dall'usurpazione della Vera Tradizione primordiale: olimpica, eminentemente solare, caratterizzata dalla Unita' del Principio, non - ciclica ed immota, di cui il Divenire e' solo un raggio della Ruota, riflesso e residuo - strascico della "eccessiva Forza degli Dei", unico metro con cui il "mortale" può misurare la realtà e che la Dea in certo senso innalza agli onori degli altari ponendolo come base di una falsa trascendenza (che, dunque, per assurdo risulta fondata sull'immanenza) agli occhi di chi "mortale più non e'".
E' il declino. E' la nullificazione sistematica della Tradizione primordiale della Luce del Nord, e' il trionfo di quella del Sud, il grande capovolgimento che a un livello prettamente umano, si concretizza nella diluizione spirituale ad opera di miscugli di vario genere e nella rivoluzionaria ascesa di una casta, quella strettamente sacerdotale, che come abbiamo avuto modo di esaminare anche da un punto di vista cosmico - simbolico, spezza l'Unita' primordiale solare di Sacro e Regale e si pone al vertice del sistema societario ergendosi a legittima interprete della Parola di Dio (o della Dea?), che parla tramite la sua bocca. Ergo lo stravolgimento della natura del Sacro: nasce un nuovo tipo, quello del sacerdote inteso nel senso più basso del termine, la figura del prete, riferendoci nella fattispecie a quella trista genìa di santi eunuchi dediti a culti orgiastici in cui regna la promiscuità nel nome della Madre (e' ben noto il caso dei Baccanali, significativamente proibiti all'interno delle sacre mura di Roma) e che predicano e praticano la mortificazione della carne e la via della contemplazione inattiva in senso estremo. Una delle tante forme di un nihilismo ante-litteram: una fuga dalla realtà.
Non c'è più la Purezza solare, non c'è più l'Essere, non c'è più Centro, non v'è più Luce. Quella segnata dall'Athena di Sais e' l'era della Madre sotto il segno della Luna e della promiscuità; e' l'era di Iside (che, peraltro, già perdeva quei tratti di dignità demetrica che la potevano contraddistinguere in principio) e del suo velo che nessun mortale mai sollevò. Prima di Novalis: (I discepoli di Sais): "Arrise ad uno di sollevare il velo della dea di Sais. E bene, che vide? Vide- meraviglia delle meraviglie - se stesso". Concetto esotericamente (ed exotericamente) intrigante, nonostante il retrogusto amaro della vicenda. Vien da chiedersi pero' se quell'uno cui Novalis accenna, nel sollevare il velo non si sia visto eunuco.


+ ClericuSS +
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